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Acquistare d’impulso una bottiglia di vino

scritto da fradefra

L’altra sera ho fatto una cosa che non pensavo mi fosse possibile. Da Blockbuster ho comprato una bottiglia di vino. Per l’esattezza, uno Shiraz australiano, di cui in un altro post vi dirò.

Si tratta di un esempio perfetto di quello che normalmente definiamo un acquisto d’impulso. Certo non ero entrato per comprare del vino! Eppure vedendolo lì, affianco alla cassa, il pensiero m’è andato ad un Syrah (è il nome dello stesso vitigno, nella versione italiana ed occidentale) che avevo bevuto poco tempo fa e di cui avevo dato qualche indicazione nel post Vino Sire Nero Syrah di Rapitalà.

Quanto costa? – chiedo alla commessa – Sette euro e cinquanta – risponde. Preso!

Quali sono le motivazioni psicologiche che fanno scattare un acquisto di questo tipo?
- Il ricordo di un fatto piacevole?
- Una sensazione gradevole per vista, gusto o odore?
- Una curiosità improvvisa?

Castello Banfi, l’importatore del vino, ha visto giusto. Una bottiglia di vino può essere venduta ovunque, se si stimola l’acquisto in modo corretto.

E voi? Vi capita mai di cedere ad un impulso di questo tipo? Vi viene in mente qual è lo stimolo che normalmente vi provoca l’acquisto?

Commenti

ihih! Io sempre cedo a quest'impulso, soprattutto se si tratta di vesti :-)
Non sapevo che si trattasse di una cosa studiata, con tanto di nome! Sono un fenomeno anche io, allora?

Scritto da:  mariella   | 20.07.06 10:28
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per me un acquiso impulso è legato di solito ad una curisoità improvvisa, ma devo dire che controllo molto questi impulsi, e certe volte uando sarebbe il caso di cedervi può capitare che non lo faccia così dopo ci ripenso

Scritto da:  Francesca   | 20.07.06 10:49
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@Francesca
uhmmm... io purtroppo ho il problema inverso. A volte cedo e me ne pento. Tutte le volte che mi sono controllato, non mi sono mai pentito, anzi.
Credo che sulla cosa bisognerebbe studiare. Penso possa essere collegato al fatto che certi stimoli agiscano su leve che poi non trovano riscontro nella necessità oggettiva e quindi a mente fredda poi non sono giustificati.

Nel campo enogastronomico i rischi possono essere alti. A volte, per esempio, mi capita d'impulso di ordinare un vino al ristorante, che è chiaro e lampante sarebbe meglio evitare, sia per il costo, sia per il fatto che probabilmente non è tenuto bene, sia perché poi non lo bevo tutto. Ovviamente in questo caso se resisto, poi sono contento d'averlo fatto.

Scritto da:  fradefra   | 20.07.06 11:00
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@mariella
Sì è un fenomeno studiato nella psicologia economica e nello specifico nella psicologia della decisione. Vengono studiate sia la propensione all'acquisto dei consumatori, sia quella al risparmio.
Sono stati in molti a studiare l'acquisto d'impulso, spesso però, essendo molto di moda, si fa un pò di "tutta un'erba un fascio". Invece gli acquisti sono stati classificati in vari livelli, partendo dai quelli puramente razionali a quelli che sconfinano nella patologia. Quindi anche gli acquisti d'impulso possono esservene di diversi.
Per ciò che mi riguarda personalmente, cederei spesso e volentieri agli acquisti d'impulso, soprattutto se sitratta di borse (la mia passione) o di prodotti cosmetici (creme, cremette ....). Diciamo che cerco di controllarmi il più delle volte ma al contempo qualche volta cedo, perchè mi sempbra che per mi faccia bene psicologicamente. Mi sento in qulache modo più ottimista.
Quindi Mariella non devi preoccuparti, se non si sfora in un grave problema patologico, l'acquisto d'impulso è del tutto normale e devo anche aggiungere e ben venga, ogni tanto!

Scritto da:  copertina75   | 20.07.06 12:37
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