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Tributo ad Ambrogio Brambilla, di Lissone

scritto da fradefra

Fu lui che quasi venti anni fa, praticamente astemio, mi iniziò al vino, quasi per scherzo.
Con l’allora mio cognato, ero andato nella sua enoteca Al Convegno per un aperitivo. Mi ricorderò sempre di quest’uomo dal viso gentile, faccia classica da sommelier e sempre con la sua giacca da lavoro.
Gli chiesi un succo di frutta, quel giorno e per poco lui non sbiancò. Ci tenne che io assaggiassi un goccio di vino, mi raccontò tutto di quella vigna (era un vino della Valtellina), della difficoltà di quelle produzioni, del sudore speso dai contadini per far crescere un’uva senza speranza. Mi parlò di come si ammazzassero di lavoro e di come litigassero per ogni metro di terra soleggiata, dalla parte giusta delle colline, per arrivare ad avere un vino appena decente, ma che si apprezzava proprio in considerazione di questi sforzi, di questo amore innato, del desiderio di esserci.

Cominciai a frequentare l’enoteca anche due volte a settimana ed intanto che vendeva bottiglie di Domaine Romani Conti da più di un milione l’una, mi portava da un vino all’altro, ogni volta raccontandomi un aneddoto, una curiosità, una tecnica di produzione.

Da lui ho imparato cosa significa appassire e perché si fa, perché il vino si mette in botte, perché molti vini siciliani sembrano prodotti nella più alta Mittel-Europa, grazie alla spremitura soffice.

Ambrogio mi ha insegnato cose che vanno oltre il gusto e la moda. Mi parlava di costanza nella produzione, di amore per la terra, di scelta accurata del gruppo di vigne da cui produrre dieci litri di mosto, della serietà di chi ti cambia la bottiglia se il vino non ha le caratteristiche che dovrebbe, indipendentemente dall’odore del tappo, dell’appiattimento generalizzato del gusto, come sottomissione alla necessità di vendere.

Sono tornato domenica scorsa nel suo locale, da cui mancavo da dieci anni. Prima di avere il tempo di chiedere, suo figlio Mario mi dice che il vecchio Ambrogio è morto tre anni fa. Un pezzo non trascurabile della mia vita se ne va con lui ed un grazie è dovuto ad una persona che senza mai rendersi conto, ha contribuito profondamente a far di me quello che oggi sono.

Commenti

Mi sarebbe piaciuto molto conoscerlo....sentirlo parlare e veder trasparire la sua passione sicuramente sarebbe stata una bella esperienza....

Scritto da:  copertina75   | 21.06.06 12:06
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Un post emozionante ed intenso. Il vino come passione da trasmettere.

Scritto da:  Orlando   | 22.06.06 09:33
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perfavore vorrei sapere quanto costa al kg grazie distini saluti giovanni

Scritto da:  barivecchia   | 16.10.07 21:17
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@barivecchia
Quanto costa al Kg che cosa?

Scritto da:  copertina75   | 18.10.07 10:16
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