Vi è mai capitato di non ordinare una bottiglia di vino al ristorante perché pensavate di non poterla bere tutta? A me e fradefra a volte capita, e in quei casi optiamo per i calici. Il problema è che la qualità dei vini portati in calice spesso scende.

Ieri al Meeting di Tigullio Vino una simpatica espositrice mi ha raccontato di un’iniziativa che ho trovato molto simpatica. Il progetto Buta Stupa, che in piemontese significa “bottiglia stappata”.
I clienti dei ristoranti che aderiscono all’iniziativa si vedranno presentare insieme al conto la bottiglia consumata solo in parte, riattappata e simpaticamente confezionata . La potranno così finire di degustare comodamente a casa, i giorni seguenti, conservando un piacevole ricordo del locale.
I ristoratori hanno la possibilità, aderendo al progetto, di avere sia i tappi e i sacchetti per confezionare le bottiglie da consegnare, sia vari gaget da mettere in bellavista nel locale, dando modo ai clienti di capire fin da subito che avranno modo di usufrire di questo servizio.
Trovo che l’iniziativa, nata dal giornalista Sergio Miravalle nel 1999, sia uno dei molti modi che hanno i ristoratori per farsi apprezzare dai propri clienti e sicuramente anche per fidelizzarli.
Penso a Milano, ci sono tantissimi ristoranti, e la scelta tra i gusti e le etnie di provenienza certo non manca, ma allora perché si dovrebbe preferire uno all’altro che per il cibo qualitativamente equivale? La risposta, secondo me, sta nel servizio che offre e nella capacità di mantenerlo sempre ad un buon livello, cogliendo i gusti e le preferenze dei propri clienti e non avendo paura di innovarsi.
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Elenco degli articoli che citano questo:
» Buta Stupa: portarsi il vino a casa su maisazi.com - emozioni in cucinaCiao copertina75, benvenuta :-)
Considerato che mi sono occupato di CRM (Customer Relationship Management) per molti anni, non posso che essere d'accordo, sulla necessità di fidelizzazione.
Mi sembra un'iniziativa simile a quella intrapresa per l'Olio d'Oliva Extravergine: il ristoratore stappava delle mini-bottiglie "monouso" che alla fine il cliente portava a casa -se non aveva utilizzato del tutto-.
Iniziativa lodevole visto che certe volte quelle stesse bottiglie tornano in paesi stranieri diffondendo ulteriormente l'Italian Style dell'arte culinaria!
Questa del ritorno nei paesi stranieri non l'avevo pensata :-)
Anch'io non l'avevo pensata!
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Creatività nella presentazione dei piatti del 27 settembre 2008 ad Orgiano (VI).
Durante il corso insegneremo le principali tecniche di impiattamento, come progettare il piatto, quali sono le motivazioni che rendono importante la cura della presentazione. Si parlerà di psicologia, di sensi e di ricordo.