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Degustazione di due olii salentini

scritto da copertina75

L’olio extra vergine d’oliva è un prodotto principe della nostra dieta mediterranea famosa in tutto il mondo e spesso decantata dai nostri nutrizionisti. In epoche passate veniva usato per cosmesi, medicina e illuminazione, ma il suo posto d’onore era già in cucina, in ricette che si avvicinavano appunto alla nostra dieta mediterranea.

Avendo una mamma meridionale e un padre che ha sempre lavorato nel campo alimentare, sono cresciuta con l’idea che si dovesse consumare solo e unicamenre olio extra vergine di oliva.

Qualche giorno fa sono arrivati, a me e a fradefra, due diversi tipi di olio che Stefano ci aveva gentilmente mandato (a proposito grazie Stefano!).

Ho deciso di degustarli entrambi per cercare di coglierne oltre che i sentori anche le possibili differenze. Stabilita una serie di attributi di rifermento nella valutazione, mi sono munita di carta e penna, 2 bicchieri.

Si dovrebbero seguire alcune regole e io ho cercato di farlo:

  • ho guardato attentamente l’olio contro luce, agitandolo all’interno della bottiglia per valutarne la fluidità;
  • ho versato l'olio in un bicchierino, circa un cucchiaio. Non bisogna esagerare perché una quantità eccessiva peggiora l’assaggio;
  • l’ho annusato cercando di captare tutte le sensazioni gradevoli o sgradevoli;
  • l’ho scaldato col palmo della mano per liberare ed esaltare le sue componenti, aspirandolo con una suzione prima lenta e delicata, poi più vigorosa, in modo da vaporizzarlo nel cavo orale, portandolo a diretto contatto con le papille gustative (direi che non è stato proprio agevole! ;));
  • ho mosso lentamente la lingua contro il palato;
    2 bottiglie di olio extravergine di oliva.JPG
  • ho tenuto l’olio in bocca almeno 20 secondi;
  • ho ripetuto più volte, dopo aver risciacquato la bocca con acqua o pane (si può utilizzare anche la mela).

Questi sono i risultati.

OLIO MASSERIA CAPOSELLA
Olio extravergine di oliva monovarietale della cultivar “Ogliarola Salentina”.
Azienda Agricola Caposella – Lecce-

Colore: abbastanza chiaro, lucente.
Trasparenza: media.
Consistenza: abbastanza liquido.
Profumi: erba.
Sapore: dolce.
Acidità: bassa, dopo il 2° e il 3° assaggio l’acidità si fa sentire un po’ di più.
Persistenza: poca.
Untuosità: media.
Giudizio complessivo: piacevole, lo consiglio a chi non ama i gusti troppo forti.

OLIO MASSERIA FURCA
Olio extravergine di oliva monovarietale della cultivar “Cellina di Nardò”
Azienda Agricola Caposella – Lecce-

Colore: giallo ma verso l’olivastro.
Trasparenza: opaco.
Consistenza: abbastanza liquido, ma più denso del primo.
Profumi: erba, già dal profumo si sente l’elevata acidità.
Sapore: abbastanza aspro.
Acidità: piuttosto alta.
Persistenza: abbastanza persistente.
Untuosità: alta.
Giudizio complessivo: troppo acido per i miei gusti, preferisco il primo essendo più delicato.

Durante la degustazione, vari sentori possono essere positivi e quindi valutati come pregi dell’olio oppure classificati come difetti.

Per riuscire a cogliere più sensazioni possibili è importante prendersi del tempo, rilassarsi, perché le nostra attenzione si focalizzi sulle percezioni date dai sensi dell’olfatto e del gusto.

Non sempre, si ha la possibilità di ascoltare il nostro corpo e le sue risposte, in questo caso, invece, direi che è fondamentale!

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L'Azienda Agricola Caposella si trova in
P.tta Montale, 3 -73100- Lecce (Le).

I due olii li potete acquistare sul sito Inari.

Commenti

Ho partecipato anche io a questa degustazione.
Era una delle prime volte che provavo un olio e devo dire che mi sono divertito molto.
Adesso, ogni volta che vado in un ristorante di un certo livello, assaggio sempre l'olio che mi portano a tavola. Le differenze si sentono!

Scritto da:  fradefra   | 25.06.06 20:24
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L'olio pugliese è uno dei migliori. Consiglio di degustare le varietà ogliarola e coratina, cultivar tipiche della Terra di Bari.

Complimenti per il blog.
Con stima,
Angelica

Scritto da:  Angelica   | 26.06.06 10:14
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Spesso mi capita di sentire, nelle valutazioni del consumatore medio, giudizi negativi sull'olio quando il suo sapore risulta essere, al palato, amaro.

In realtà così non è: il sapore amaro di un olio è un pregio anziché un difetto. Tale sapore viene infatti trasferito all'olio dalle olive verdi o invaiate, così come si legge sul sito ufficiale dell'Organizzazione Assaggiatori Olio di Oliva ONAOO.

L'amaro di un olio è determinato dall'abbondanza di flavonoidi e secoiridoidi - sostanze rilevate soltanto durante l'assaggio orale. In altri casi, invece, il sapore amaro deriva dalla frangitura delle foglie insieme alle olive.

Nel caso della cultivar "Cellina di Nardò", copertina75 riporta un sapore "abbastanza aspro". Sempre sul sito dell'ONAOO leggo:

"Si può annoverare tra i difetti leggeri di un olio, può anche essere legato al grado di maturazione delle olive lavorate che, se particolarmente ricche di polifenoli, possono causare la precipitazione della ptialina salivare che non può più lubrificare la cavità orale."

Imparare a riconoscere i pregi e i difetti di un olio è una bella esperienza, soprattutto per chi, come me, è nato in una terra ad alta vocazione olearia.

Degustare e apprezzare l'olio extravergine di oliva non è difficile. C'è chi lo fa per mestiere e chi, come nel mio caso, per puro diletto.

Ok, detto ciò, vado a prepararmi un bella bruschetta con pomodorini, rucola e - ovviamente - olio extravergine di oliva pugliese!

Scritto da:  Shiftzero   | 26.06.06 10:40
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Ciao Shiftzero, mi sono permesso di rendere "cliccabile" il tuo link, visto l'interesse che potrebbe avere per tutti noi.

Scritto da:  fradefra   | 27.06.06 07:57
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Grazie Angelica per il consiglio, non mi farò macare l'occasione per degustare le varietà oliarola e coratina della Terra di Bari.
Ti ringrazio anche per i complimenti al blog.

Scritto da:  copertina75   | 27.06.06 11:59
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