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L’olio extra vergine d’oliva è un prodotto principe della nostra dieta mediterranea famosa in tutto il mondo e spesso decantata dai nostri nutrizionisti. In epoche passate veniva usato per cosmesi, medicina e illuminazione, ma il suo posto d’onore era già in cucina, in ricette che si avvicinavano appunto alla nostra dieta mediterranea. Avendo una mamma meridionale e un padre che ha sempre lavorato nel campo alimentare, sono cresciuta con l’idea che si dovesse consumare solo e unicamenre olio extra vergine di oliva. Qualche giorno fa sono arrivati, a me e a fradefra, due diversi tipi di olio che Stefano ci aveva gentilmente mandato (a proposito grazie Stefano!). Ho deciso di degustarli entrambi per cercare di coglierne oltre che i sentori anche le possibili differenze. Stabilita una serie di attributi di rifermento nella valutazione, mi sono munita di carta e penna, 2 bicchieri. |
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Questi sono i risultati. OLIO MASSERIA CAPOSELLA Colore: abbastanza chiaro, lucente. OLIO MASSERIA FURCA Colore: giallo ma verso l’olivastro. Durante la degustazione, vari sentori possono essere positivi e quindi valutati come pregi dell’olio oppure classificati come difetti. Nel sito guidaolio.it si può trovare una lista che aiuta a capire come distinguere le varie sensazioni del’olfatto e del palato. Per riuscire a cogliere più sensazioni possibili è importante prendersi del tempo, rilassarsi, perché le nostra attenzione si focalizzi sulle percezioni date dai sensi dell’olfatto e del gusto. Non sempre, si ha la possibilità di ascoltare il nostro corpo e le sue risposte, in questo caso, invece, direi che è fondamentale! ------------------------------------ I due olii li potete acquistare sul sito Inari. |
Tag: | Masseria Caposella | Masseria Furca | olio extravergine di oliva |
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Ho partecipato anche io a questa degustazione.
Era una delle prime volte che provavo un olio e devo dire che mi sono divertito molto.
Adesso, ogni volta che vado in un ristorante di un certo livello, assaggio sempre l'olio che mi portano a tavola. Le differenze si sentono!
L'olio pugliese è uno dei migliori. Consiglio di degustare le varietà ogliarola e coratina, cultivar tipiche della Terra di Bari.
Complimenti per il blog.
Con stima,
Angelica
Spesso mi capita di sentire, nelle valutazioni del consumatore medio, giudizi negativi sull'olio quando il suo sapore risulta essere, al palato, amaro.
In realtà così non è: il sapore amaro di un olio è un pregio anziché un difetto. Tale sapore viene infatti trasferito all'olio dalle olive verdi o invaiate, così come si legge sul sito ufficiale dell'Organizzazione Assaggiatori Olio di Oliva ONAOO.
L'amaro di un olio è determinato dall'abbondanza di flavonoidi e secoiridoidi - sostanze rilevate soltanto durante l'assaggio orale. In altri casi, invece, il sapore amaro deriva dalla frangitura delle foglie insieme alle olive.
Nel caso della cultivar "Cellina di Nardò", copertina75 riporta un sapore "abbastanza aspro". Sempre sul sito dell'ONAOO leggo:
"Si può annoverare tra i difetti leggeri di un olio, può anche essere legato al grado di maturazione delle olive lavorate che, se particolarmente ricche di polifenoli, possono causare la precipitazione della ptialina salivare che non può più lubrificare la cavità orale."
Imparare a riconoscere i pregi e i difetti di un olio è una bella esperienza, soprattutto per chi, come me, è nato in una terra ad alta vocazione olearia.
Degustare e apprezzare l'olio extravergine di oliva non è difficile. C'è chi lo fa per mestiere e chi, come nel mio caso, per puro diletto.
Ok, detto ciò, vado a prepararmi un bella bruschetta con pomodorini, rucola e - ovviamente - olio extravergine di oliva pugliese!
Ciao Shiftzero, mi sono permesso di rendere "cliccabile" il tuo link, visto l'interesse che potrebbe avere per tutti noi.
Grazie Angelica per il consiglio, non mi farò macare l'occasione per degustare le varietà oliarola e coratina della Terra di Bari.
Ti ringrazio anche per i complimenti al blog.
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